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Bio-propano, alimentazione ibrida GPL-elettrico, sistemi dual fuel GPL-gasolio, iniezione diretta in camera di combustione. Sono alcune delle molteplici tecnologie innovative di cui si è parlato durante il convegno organizzato da Assogasliquidi – l’associazione di Federchimica che rappresenta le imprese del GPL – svoltosi a Roma presso la Sala Conferenze di Piazza Monte Citorio. Prosegui la lettura…
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Dopo i risultati ottenuti con la sperimentazione a Lido di Venezia, la Regione Veneto ha deciso di finanziare una nuova sperimentazione sugli Autobus di Mestre con l’additivo a base di Bio-Etanolo Magigas D7. Prosegui la lettura…
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Un nuovo sistema per accelerare la produzione di biocarburanti si affaccia sul mercato. Toyota Motor Corporation (TMC) ha annunciato infatti la creazione di una tecnologia di analisi genetica in grado di ridurre in maniera significativa i tempi necessari alla lavorazione della canna da zucchero Prosegui la lettura…
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“Dopo anni di riduzione progressiva del traffico privato nelle aree urbane è ragionevole attendersi, con il prossimo autunno, un incremento significativo con tutte le conseguenze negative sulla qualità dell’aria e sui costi sociali connessi alla mobilità urbana. Tutto ciò è l’inevitabile conseguenza degli effetti perversi dell’ultima manovra finanziaria laddove prevede consistenti tagli alle risorse locali nel settore del TPL. Se già oggi si faticava ad intercettare la domanda di trasporto, sempre più caratterizzata dall’asistematicità, per i crescenti costi necessari per adeguare l’offerta, nell’immediato futuro gli annunciati tagli al TPL obbligheranno i cittadini ad utilizzare la propria auto per accedere ai luoghi di lavoro, studio, divertimento. In previsione di questo quadro è indispensabile che il Governo – se proprio non può evitare gli annunciati tagli – rilanci una politica di incentivi atta a favorire l’utilizzo di carburanti a basso impatto ambientale”. Così si è espresso Arcangelo Merella, Presidente di Euromobility, intervenendo al terzo workshop dedicato ai carburanti a basso impatto ambientale organizzato da ICBI, Comune di Parma ed Infomobility.
www.euromobility.org
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La Commissione europea non indietreggia ed è decisa a mostrare i muscoli per difendere la sua politica di promozione dei biocarburanti, nonostante le critiche delle associazioni ambientalistiche che li ritengono inadatti a ridurre le emissioni di C02: a garanzia della sostenibiltà dei carburanti verdi, il Commissario Ue per l’Energia Gunter Oettinger ha presentato il meccanismo di certificazione scelto dall’esecutivo europeo. Il nuovo sistema mantiene i criteri di sostenibilità già fissati, con la clausola che le e coltivazioni destinate ai biocarburanti non dovranno venir fatte a spese della deforestazione o dell’uso di praterie e terreni umidi. Inoltre i biocarburanti dovranno permettere una riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra iniziale del 35% per poi passare al 50% nel 2017 e al 60% nel 2018. Si stringono però i freni per quanto riguarda una certificazione che sarà obbligatoria e dovrà seguire procedure stringenti. In particolare, organizzazioni ad hoc, sottoposte all’esame della Commissione per validità e competenza, saranno incaricate di proporre simboli e marchi di sostenibilità dei biocarburanti proposti da Stati membri e industria. Ogni anno dovranno organizzare un sistema di auditing interno per verificare che, dal contadino alla distribuzione, i criteri Ue vengano rispettati. Il permesso accordato dalla Commissione a queste organizzazioni avrà una durata di cinque anni, ma potrà essere revocato in ogni momento se verranno meno ai loro obblighi. Alla certificazione potrebbe ancora aggiungersi un criterio ulteriore, per tenere conto del cosiddetto ‘cambiamento indirettò dell’uso del territorio, cioè del calcolo delle emissioni legate alla diversa destinazione dei suoli. La valutazione su questo punto è ancora in corso. Secondo la direttiva Ue, le fonti di energia rinnovabile dovranno produrre entro il 2020 il 10% dei carburanti utilizzati per il trasporto. Un traguardo ancora lontano: nel 2008 mediamente in Europa i carburanti verdi non hanno rappresentato che il 3,4%.
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