A Torino debutto su strada per l’Hybus di Pininfarina

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Hybus, l’autobus ibrido progettato da Pininfarina con il contributo della Regione Piemonte, debutta oggi su strada. Dopo una presentazione nel cuore di Torino, in Piazza San Carlo, il bus ha attraversato le vie del centro storico per un tour destinato a dimostrare alla stampa e agli addetti ai lavori gli elementi di innovazione e la fattibilità concreta del progetto. La presentazione di Hybus avviene nella giornata dedicata ai veicoli elettrici, che la Fondazione Telios ed il suo Comitato per la diffusione dell’auto elettrica ha organizzato per far conoscere ai cittadini torinesi questi mezzi di trasporto puliti e silenziosi. Con Hybus, che nel 2011 ha ricevuto da Legambiente il “Premio all’Innovazione Amica dell’Ambiente”, Pininfarina propone la conversione di autobus attualmente equipaggiati con motori Euro 0–1–2 in autobus con motorizzazione ibrido seriale. Il primo prototipo dimostrativo, realizzato con lo scopo di validare la tecnologia e verificarne la fattibilità industriale, è stato sviluppato con la collaborazione di GTT (Azienda Municipale di Trasporti del Comune di Torino) poiché inizialmente pensato per il Comune di Torino. Il progetto è per sua natura esportabile in qualunque Municipalità sensibile alla protezione dell’ambiente. La conversione in ibrido di un vecchio autobus a motore termico ha un doppio vantaggio: ridurre l’inquinamento delle nostre città, contenere i costi di esercizio e ridurre gli investimenti per l’acquisto. Hybus, infatti, permette di risparmiare circa il 60% rispetto all’acquisto di un bus ibrido nuovo, ha un consumo inferiore rispetto ad un autobus puramente a gasolio, ed infine ha minori emissioni inquinanti, che addirittura si possono azzerare utilizzando la sola trazione elettrica nella zona ZTL. Il revamping, inoltre, consente di risolvere il problema dello smaltimento dei mezzi obsoleti, che possono invece tornare sulla strada dotati di un propulsore diesel di piccola cilindrata più nuovo ed ecologico e con un aspetto molto più gradevole. Il progetto Hybus, sviluppato nel Centro Design e Engineering Pininfarina di Cambiano (Torino), è stato possibile grazie al contributo della Regione Piemonte, che ha finanziato in parte la fase di sperimentazione. Pininfarina, infatti, è una delle otto aziende destinatarie della prima tranche di risorse che la Regione eroga in favore delle imprese piemontesi che intendono qualificarsi e rafforzarsi, come previsto dalla misura 2.3 “Più sviluppo” del Piano straordinario per l’occupazione.

Hybus, la proposta sostenibile di Pininfarina per una città più pulita – Con Hybus, che nel 2011 si è aggiudicato il “Premio all’Innovazione Amica dell’Ambiente”, Pininfarina propone la conversione di autobus attualmente equipaggiati con motori Euro 0–1–2 in autobus con motorizzazione ibrido seriale. Il primo prototipo dimostrativo, realizzato con lo scopo di validare la tecnologia e verificarne la fattibilità industriale, è stato sviluppato con la collaborazione di GTT (Azienda Municipale di Trasporti del Comune di Torino) poiché inizialmente pensato per il Comune di Torino. Il progetto è per sua natura esportabile in qualunque Municipalità sensibile alla protezione dell’ambiente. La conversione in ibrido di un vecchio autobus a motore termico ha un doppio vantaggio: ridurre l’inquinamento delle nostre città, contenere i costi di esercizio e ridurre gli investimenti per l’acquisto. Hybus, infatti, permette di risparmiare circa il 60% rispetto all’acquisto di un bus ibrido nuovo, ha un consumo inferiore rispetto ad un autobus puramente a gasolio, ed infine ha minori emissioni inquinanti, che addirittura si possono azzerare utilizzando la sola trazione elettrica nella zona ZTL. Il revamping, inoltre, consente di risolvere il problema dello smaltimento dei mezzi obsoleti, che possono invece tornare sulla strada dotati di un propulsore diesel di piccola cilindrata più nuovo ed ecologico e con un aspetto molto più gradevole. In particolare, il motore termico originale viene sostituito con una unità di generazione energia euro 5, 1.3 Multi jet 69kW, che assiste la trazione elettrica, la ricarica delle batteria ed i servizi idraulici e pneumatici. La trazione elettrica è composta da due motori elettrici Magneti Marelli accoppiati ad un riduttore-sommatore di velocità. Il pacco batteria agli ioni di litio ed il Battery Management System sono di fornitura FAAM e la nuova driveline è integrata con l’architettura elettrica/elettronica di origine. Grazie al software di controllo sviluppato in collaborazione con i partner, Hybus recupera energia in frenata. A livello di stile, l’autobus mantiene le forme originarie, se pur con interventi di ripristino della carrozzeria e la proposta di una nuova livrea che riprende i colori della bandiera italiana per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia. All’interno, l’intervento più importante riguarda l’area posteriore, opportunamente modificata per consentire l’alloggiamento della struttura di sostegno delle batterie. Anche negli interni vengono rivisti la grafica e i colori, i sedili e le coperture. Hybus rientra nella scelta pionieristica e lungimirante, operata da Pininfarina ormai anni fa, di puntare sulla mobilità sostenibile, declinata in varie forme: l’adozione di una catena di trazione ibrida o full electric su mezzi di trasporto individuali e collettivi, la ricerca volta alla riduzione dei consumi e delle emissioni, l’utilizzo di materiali alternativi, più leggeri e riciclabili, la sicurezza attiva e passiva, la gestione informatizzata del traffico. Hybus è stato sviluppato nel Centro Design e Engineering Pininfarina di Cambiano (Torino), dal quale sono già nati il progetto Pininfarina BlueCar sviluppato in collaborazione col gruppo francese Bolloré, e il laboratorio Nido, che ha generato finora due progetti: Nido EV, prototipo di city car elettrica marciante, e il Dimostratore Veicolo meccanizzato ed elettrificato presentato da Pininfarina ad AutoShanghai 2011, una struttura modulare ad alta efficienza, con space frame in alluminio e utilizzo di materiali compositi quali le fibre di carbonio e l’honeycomb aramidico.

 

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