A Parigi arriva Bluecar, l’auto elettrica da car sharing

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Mentre a Bologna il Motor Show espone diversi modelli di auto elettriche e annovera, tra le tante novità ecologiche, anche un’auto gonfiabile, a Parigi diventa realtà l’ambizioso progetto Autolib’, promosso da Vincent Bolloré, uno degli uomini più ricchi del mondo. I test con il pubblico sono stati avviati, con uno spettacolare corteo, nella capitale francese e in 46 comuni limitrofi. Forte del successo di Velib’( 20.000 biciclette dislocate in 1.600 stazioni), il sindaco parigino Bertrand Delanoë aveva annunciato, nel 2008, proprio al Salone dell’Auto di Parigi, il “green dream” ovvero un servizio di car sharing “ecologico” da lanciare entro la fine del mandato. Al bando però, nel 2009, hanno risposto sei consorzi e, alla fine, a uscirne vincitore, grazie a 50 milioni investiti senza garanzie, è stato il Gruppo Bolloré, che si è aggiudicato dal comune di Parigi la concessione per fornire le minicar totalmente elettriche, investendo nel progetto fino a 1,5 miliardi di Euro. L’intera produzione della Bluecar nello stabilimento Pininfarina di Bairo Canavese (Torino), affittato a 14 milioni di Euro -maestranze incluse – fino al 31 dicembre 2013, con una produzione prevista di 4.000 vetture, di cui 3.000 destinate al noleggio. Queste ultime dovrebbero essere caratterizzate dal color grigio alluminio, per non essere confuse con le Bluecar acquistabili e per essere più ecologiche, rinunciando alla verniciatura. Il costo di costruzione sarà sostenuto dalla Città di Parigi, mentre il gruppo Bolloré, oltre a pagare 105 milioni di Euro per la fornitura delle auto e delle sue speciali batterie, si è impegnato a farsi carico dei previsti 80 milioni dei costi annuali di esercizio. Quanto al risultato economico dell’operazione le previsioni oscillano tra un utile annuo di 33 milioni e una perdita di 60 milioni di Euro. La vetturetta, presentata nel 2008 con gran successo, sulla carta vale senz’altro il prezzo di utilizzo: abbonamento giornaliero, settimanale e annuale (144 euro se individuale, 132 euro per quello familiare) a cui va aggiunta una tariffa variabile di circa 5 euro per ogni mezz’ora di utilizzo. Quattro posti in 3,65 metri di spazio, cambio ovviamente automatico, 130 km orari di velocità massima, navigatore e computer con schermo tattile che indica le stazioni libere per il parcheggio, segnala le anomalie e il livello della batteria e permette di comunicare in permanenza con i tecnici del centro operativo. Ma soprattutto un’autonomia di 250 km, ottenuta grazie alle batterie di nuova generazione litio-metallo-polimero (LMP) che oltre ad essere più efficaci delle normali al litio, dovrebbero surriscaldarsi solo ad elevatissime temperature (si infiammerebbero a 180 gradi contro i 70 gradi delle altre). Una tecnologia che il gruppo Bolloré sta sperimentando da dieci anni con la controllata Batscap (partecipata da Edf al 20%), che oggi produce 7.500 batterie all’anno, in due stabilimenti in Bretagna e in Québec. A queste, proprio per fornire le Bluecar, se ne aggiungeranno altre 15.000 prodotte nella fabbrica di Ergué-Gabéric, finanziata con un prestito di 130 milioni dalla Banca Europea degli Investimenti e di 50 dallo Stato francese. Si tratta, in ogni caso, di una scommessa, quanto mai, ambiziosa, sia in termini di innovazione, sia (e forse anche di più) nel determinare un nuovo modo di spostarsi nella città, con l’obiettivo di arrivare al 2030, a Parigi, ad una riduzione del 50% di auto a benzina. Da lunedì 5 dicembre entreranno in circolazione 250 auto che, entro l’estate del 2012, arriveranno a 2.000 con 1.100 stazioni di ricarica.

 

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