Per GPL e metano, i gas salvamulta anti-PM10, chiesti incentivi e niente bollo
Ormai il tempo è quasi scaduto ed occorre un deciso colpo d’ala in favore degli eco-carburanti. Per questo motivo il Consorzio Ecogas ha proposto a gran voce l’inserimento di Gpl e metano nel piano di abbattimento del PM10 che l’Italia deve presentare a Bruxelles entro un mese per non pagare la multa europea di 1 miliardo e 700 milioni prevista per i superamenti dei livelli di PM10 consentiti nelle aree urbane e un’esenzione pluriennale dal pagamento del bollo. Le richieste del Consorzio Ecogas (il Consorzio Gas Ecologici per Autotrazione che riunisce gli operatori del settore del GPL e del metano per auto) sono state avanzate dal nuovo presidente Alessandro Tramontano, eletto a Bologna dall’Assemblea Generale Ordinaria, che ha confermato alla vice presidenza Riccardo Bott della Alfa Gasauto di Roma e Carlo Coluccio del Gruppo Landi di Reggio Emilia. In merito alla richiesta di inserire ufficialmente Gpl e metano nel piano governativo, Tramontano chiede che i due eco-carburanti siano sostenuti da misure di promozione, quali incentivi finanziari e agevolazioni sul bollo auto. Riguardo agli incentivi, il Consorzio Ecogas chiede il rifinanziamento dei programmi MSE e ICBI, mentre riguardo alle agevolazioni sul bollo, l’associazione ha elaborato una proposta per l’applicazione dell’esenzione pluriennale dal pagamento del bollo auto (come previsto dalla L. 99/2009 e dalla L. 286/2006) che sta presentando alle Regioni. Inoltre il Consorzio Ecogas sarà il 2 luglio al ministero dello Sviluppo Economico per valutare le fasi operative della creazione di un Marchio Collettivo Nazionale di Qualità. Nella sua relazione, Tramontano ha anche aggiornato gli intervenuti sull’intensa attività consortile in sede europea, in particolar modo all’interno del nuovo gruppo ad hoc sui veicoli a gas – Gaseous Fuels Vehicles, GFV – nato in seno alle Nazioni Unite, che sta perfezionando il regolamento ECE/ONU n. 115, su requisiti e procedure di omologazione dei sistemi di conversione a gas per gli autoveicoli (il regolamento ha il merito di avere armonizzato il settore a livello internazionale).
Tra gli obiettivi, la suddivisione in tre sezioni: bi-fuel, per i sistemi che consentono l’alimentazione del motore alternativamente con due combustibili (benzina/metano o benzina/GPL), dedicata unicamente al motore ad accensione comandata; bi-fuel GDI, per sistemi costituiti da iniezione diretta del gas, che consentono l’alimentazione del motore alternativamente con due combustibili dedicata unicamente al motore ad accensione comandata; mixed-fuel o dual-fuel, per sistemi che consentono l’alimentazione del motore in contemporanea dei due combustibili, dedicata sia al motore ad accensione comandata, sia a quello ad accensione spontanea.











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