Rischio sanzioni UE all’Italia per l’elevato livello di polveri sottili
Emergenza emissioni in Italia! Nonostante una maggiore coscienza ecologica, nel Belpaese il trasporto privato a benzina è ancora a livelli molto alti, le amministrazioni faticano a prendere decisioni impopolari per ridurre drasticamente l’inquinamento, rischiando così dure sanzioni da parte dell’Europa a causa dell’elevato livello di polveri sottili. Si lavora per un piano d’azione, ma una soluzione pronta c’è già. Se ne è discusso al convegno “Il GPL auto tra ambiente e mercato”, 3° di quattro workshop organizzati dal Comune di Parma, capofila di una convenzione di oltre 600 comuni per la diffusione dei carburanti a basso impatto (ICBI), voluta dal Ministero dell’Ambiente e realizzato in collaborazione con Infomobility, Assogasliquidi e Consorzio Ecogas. In questa importante assise Assogasliquidi e Consorzio Ecogas hanno richiesto a gran voce l’attivazione di un pacchetto di misure strutturali per riqualificare il GPL, carburante ecologico e immediatamente disponibile. Solo fino a pochi mesi fa l’Italia stava andando nella direzione giusta: il GPL, insieme al metano, era stato sostenuto dalle scelte del Governo. Grazie agli incentivi statali, infatti, i carburanti gassosi hanno registrato un boom di immatricolazioni ( +357%) e di conversioni ( oltre 150.000) trasformandosi da prodotti di nicchia a competitor ufficiali dei carburanti tradizionali e, soprattutto, hanno potuto svolgere il loro ruolo virtuoso sia ambientale che economico. Per ragioni inspiegabili, nel 2010 il Governo ha deciso di non rinnovare gli incentivi. Il risultato è un arretramento del GPL del -35% solo sul mese di maggio per le immatricolazioni e probabilmente del – 40%, se non oltre, per le trasformazioni. Tutto questo proprio quando l’Italia sta rischiando di essere duramente sanzionata dall’Unione Europea a causa dell’elevato livello di polveri sottili. Il nostro Paese dovrà rientrare nei limiti entro il 2011. Mentre si sta negoziando con l’Europa un piano di azione per risanare la qualità dell’aria in tempi record, sostengono Assogasliquidi e Consorzio Ecogas, si continua a sottovalutare il ruolo dei carburanti gassosi. Le due associazioni del settore gas auto chiedono che vengano ripristinati gli incentivi a sostegno dei carburanti gassosi e, in particolare, che il GPL venga ricollocato come merita all’interno delle politiche fiscali e finanziarie promosse dalle Istituzioni nazionali e locali. Perché il GPL Il GPL ha emissioni di PM10 praticamente pari a zero, riduce le emissioni di NOx del 95% rispetto al gasolio e del 65% rispetto alla benzina. La disponibilità di prodotto è tale da consentire l’esportazione di parte della produzione nazionale. Il GPL è una soluzione già disponibile per la mobilità alternativa. E’ facilmente fruibile grazie a una rete capillare di distribuzione stradale ( 2350 distributori su tutto il territorio) ed è pronto a soddisfare una eventuale crescita della domanda da parte del mercato. Rappresenta un’eccellenza del comparto industriale italiano ad ogni livello della catena produttiva e distributiva. Un recente studio condotto dal Consorzio di ricerca pubblico-privato JEC (Joint Research Center (CE) – Eucar – Concawe), ha indicato il GPL come il prodotto meno inquinante in relazione alle emissioni climalteranti prodotte sull’intero ciclo di vita dai carburanti fossili. Lo studio assumerà nei prossimi mesi rilevanza giuridica poiché sarà utilizzato come base di calcolo per il rispetto degli obblighi derivanti dalla Direttiva 2009/30/CE in materia di riduzione delle emissioni climalteranti dei combustibili per auto: Diesel 87,4(gCO2eq/MJ); Benzina 85,8; Metano 76,7; GPL 73,6. Le associazioni di settore come ASSOGASLIQUIDI (Associazione nazionale imprese gas di petrolio liquefatti) e CONSORZIO ECOGAS (Consorzio Gas Ecologici per Autotrazione) chiedono con grande urgenza delle forti decisioni ovvero: riduzione dell’accisa che grava sul GPL per autotrazione, dell’82% superiore rispetto ai livelli di direttiva europea e priva di qualsiasi deroga riservata ai carburanti ecologici; ripristino di un programma pluriennale di incentivazione all’acquisto e alla conversione degli autoveicoli a GPL e metano. Per questo l’interruzione del contributo statale vanifica i positivi effetti ambientali e industriali ottenuti. Grazie agli incentivi infatti dal maggio 2008 al maggio 2009 si è registrato un incremento di immatricolazioni pari a +326,25% contro il -35% del periodo maggio 2009-maggio 2010 segnato dall’assenza degli incentivi (dati UNRAE). I dati definitivi delle trasformazioni del 2010 non sono ancora disponibili, ma si prevede una flessione di oltre il 40% rispetto agli anni precedenti con presenza di incentivi. Il programma delle Associazioni prevede anche altre proposte:
BOLLO AUTO – Azione coordinata delle Regioni per l’applicazione, con appositi provvedimenti locali, dell’esenzione dal pagamento del bollo auto fino a sei anni riservata ai mezzi a gas, oggi attiva solo in pochissime realtà.
LIMITAZIONI AL TRAFFICO – La libera circolazione dei veicoli a GPL e metano in caso di limitazioni al traffico a causa dell’inquinamento è già una realtà di fatto, grazie alle singole delibere locali; sarebbe opportuna un’indicazione legislativa anche a livello centrale per consolidare lo status premiante riservato a chi utilizza carburanti a basso impatto ambientale.
ACQUISTI VERDI DELLE P.A. – Implementazione, da parte delle Regioni, dei protocolli di Green Public Procurement (GPP), che definiscano linee guida per le amministrazioni pubbliche agli acquisti verdi nel settore della mobilità, favorevoli all’utilizzo dei carburanti gassosi.
RETE DI DISTRIBUZIONE – Razionalizzazione della rete di distribuzione dei carburanti ecologici. Serve più attenzione alle zone nelle quali il servizio è carente: bisogna perciò indirizzare gli investimenti nelle aree meno servite con appropriate misure di incentivazione pubblica, per ampliare l’offerta di carburanti alternativi. Le Associazioni concordano con la scelta di installare erogatori di GPL o metano in nuovi punti vendita. Tale misura deve però essere affiancata da un programma strutturale di incentivazione all’acquisto e alla conversione di mezzi a gas.











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